In centro a Calderino di fronte al Comune, su via Lavino, è eretto il cippo in ricordo di 5 giovani: i due fratelli Primo e Giuseppe Fenara, Libero Grandi, Elio Roda, Valter Mignani, tutti fucilati sulle rive del Lavino. All'alba di domenica 27 agosto la 1a compagnia, ribattezzata "Compagnia della Morte", comandata dal capitano della Gnr Enrico Zanarini, di stanza a Castello di Serravalle, e la 2a compagnia del presidio di Castel d'Aiano, comandata dal capitano Pifferi, compiono un rastrellamento per catturare i partigiani della Brigata "63a Bolero" che in quel periodo si trovano nel territorio di Monte San Pietro. Nella zona di Castello (Monte San Pietro) i partigiani vengono colti di sorpresa e tentano la fuga, ma quasi tutti sono catturati. Altre persone vengono catturate a Montemaggiore (Monte San Pietro). Tutti i prigionieri, tra civili e partigiani, ammontano a circa un'ottantina e vengono raggruppati davanti la chiesa di Monte San Pietro. Qui, Mignani, un ex-milite passato ai partigiani, viene tratto con la forza dalla fila dei prigionieri e fatto sfilare davanti a essi nella speranza che indichi chi sono i suoi compagni di lotta, ma lui dice di non riconoscere nessuno; per questo motivo viene picchiato a sangue.
Nel tardo pomeriggio i prigionieri vengono condotti nella piazza di Calderino e divisi in quattro gruppi: quelli da fucilare subito, quelli da uccidere il giorno seguente, che vengono portati nelle scuole di Gesso di Zola Predosa, quelli da essere deportati in Germania, mentre gli altri, soprattutto donne, vengono rinchiusi in una casina vicino al ponte di Rivabella.
Lo stesso pomeriggio viene organizzato il plotone d'esecuzione e un testimone ricorda che i militi si sono offerti volontari, dopodiché un sergente della Gnr chiama fuori dal gruppo dei sette prigionieri che si trova in piazza a Calderino, Mignani, i fratelli Fenara e i Roda, i quali vengono condotti nel greto del fiume e fucilati. Poi è il turno di Righetti e Dalle Olle, essi, giungendo nel luogo della fucilazione, vedono i loro cinque compagni a terra ancora agonizzanti. Ai due viene chiesto di esprimere il loro ultimo desiderio, quando arriva un capitano che sospende la fucilazione:
"Per questi domani la stessa sorte, oppure la Germania", poi estrae la pistola e spara un colpo in bocca a ognuno dei cinque moribondi e, infine, conclude con disprezzo: "Qui ci vuole il becchino".
